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La Macchina della trebbiatura
La
Mietitura |
Foto
Piredda - Arzachena
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Anticamente
nei periodi fine Ottobre - Novembre, gli agricoltori
aravano i campi con gli aratri in legno, poi in ferro, trainati
dai buoi (vedi foto), preparando così il terreno per
la semina dell'orzo e avena e del grano duro (tricu ruiu) e
grano tenero (tricu cossu) utilizzato per ricavare la farina
alimentare.
Due
o tre contadini sulla "trebbia" erano addetti
ad "imbucare" (vedi foto) le fascine le quali venivano
"lavorate" all'interno della macchina per separare
i chicchi di grano dallo stelo, e si ottenevano due prodotti:
il grano raccolto in sacchi di iuta e la paglia. Il grano veniva
poi trasportato con carro a buoi al mulino per essere macinato
e ricavare la farina per le persone e la crusca (lu brinnu)
per gli animali.
Nel
mese di giugno le spighe raggiungevano la giusta essicazione
per la mietitura; i contadini con la falce procedevano a mietere
(missà) il grano, l'avena e l'orzo.
Raggruppavano le spighe in fascine (maniati) e le fascine legate
in gruppo formavano i covoni (manneddi).
A luglio si faceva così " l'Agliola": la fase
finale di un duro lavoro.
L'agliola consisteva, nella trebbiatura delle messi, con un
rito tutto Gallurese.
La
macchina della trebbiatura (trainata nei tempi antichi
dai buoi e dagli anni 50/60 da un trattore meccanico) veniva
posizionata in una zona scelta dello stazzo, "piazzata"
nel modo giusto (posizione rispetto all'area ove erano posti
i covoni, al vento, alla stalla ..).
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